BLOCKCHAIN: QUALE CONTRIBUTO NELL’AGROALIMENTARE?

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La tecnologia Blockchain ha iniziato ad emergere prepotentemente uscendo dai confini delle transazioni finanziarie (Bitcoin). Promette di rivoluzionare i modelli aziendali di ogni campo economico garantendo trasparenza e tracciabilità.  Primi progetti nell’agroalimentare.

Il Ruolo Della Blockchain Nel Processo D’Innovazione

Se ne parla sempre più spesso, a volte anche in modo impreciso, ma è normale che l’entusiasmo per le novità possa generare un’iniziale confusione prima di comprenderne il vero potenziale.  È quanto sta accadendo per il fenomeno della Blockchain. La prima applicazione, del 2009, riguardava le transazioni di pagamento della valuta digitale Bitcoin, allo scopo di dare concretezza e garanzie a un “prodotto” aleatorio. Oggi la tecnologia Blockchain inizia a muovere i primi passi nel settore agroalimentare.

Si tratta di un database o registro digitale immutabile (letteralmente catena a blocchi) che contiene registrazioni di dati o eventi digitali gestito da una rete di nodi (i partecipanti) e basato su un protocollo condiviso, a prova di manomissione. I partecipanti a una catena di blocchi possono accedere, controllare o aggiungere dati, ma non possono modificare o eliminare quelli esistenti. Ciò significa che tutte le informazioni registrate sono reali, affidabili e tracciabili. In pratica è uno strumento che genera fiducia perché garantisce la veridicità dei contenuti e di tutte le fasi di un determinato processo.

Nel campo agroalimentare stiamo assistendo all’applicazione della Blockchain al servizio della supply chain per disporre di nuovi strumenti per garantire una maggiore sicurezza alimentare nella catena di approvvigionamento. La sperimentazione in questo settore è solo agli inizi e sono ancora pochi gli esempi concreti, ma già sembra diffondersi un certo misunderstanding: Blockchain non è sinonimo di generica tecnologia digitale e neanche di filiera corta e controllata, significa garanzia di tracciabilità anche di un solo aspetto produttivo, come appunto il food safety, per il quale il registro digitale assicura che quel dato prodotto sia sano.

Diverso invece è il concetto di eccellenza sul fronte della qualità. In questo caso è fondamentale partire da infrastrutture specializzate in ogni singolo passaggio, dal seme alla tavola, per potersi qualificare come filiera controllata e tracciata.  Come accade nella nostra organizzazione che si occupa della gestione della materia prima sin dalle prime fasi della conoscenza del cereale, delle coltivazioni, della lavorazione del prodotto con una tecnica che unisce tradizione e tecnologia avanzata, fino alla trasformazione del prodotto finale (pasta, pane e prodotti da forno in generale). I nostri clienti hanno la possibilità di visitare tutti gli attori della nostra filiera e rendersi conto di persona dove e come nasce l’eccellenza Italian Made.

Anche la nostra filiera si sta muovendo verso la tecnologia Blockchain, un percorso lungo e complesso che richiederà un investimento di risorse giustificate e che sarà efficace solo quando sarà superata la fase di sperimentazione e il modello della Blockchain avrà conquistato un sufficiente grado di stabilità.   

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